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Quella voce

 

Quella voce

di Giuliano Lenni

- a Renato Lenni, mio babbo -

ascolta e guarda con AI

Tra le nostre foto ne ho scelta una in particolare per ricordare il nostro legame, una vecchia immagine sfocata in bianco e nero tipica degli anni settanta, in cui l'atmosfera serena e dolce di quando ero bambino mi fa sobbalzare in una miscellanea di ricordi gioiosi che hai contribuito a farmi vivere, insieme alla mamma e ai miei fratelli. Non rammento la tua voce di quando mi hai preso in braccio per la prima volta, posso solo immaginare le parole dolci e amorevoli che quella voce hanno espresso. Quella voce che ha determinato in me una trasformazione continua e radicale dell'esistenza, un'eco persistente, un'ombra che ha accompagnato ogni mio passo. Quando un padre se ne va, non muore solo fisicamente. Se ne va anche una parte imprescindibile della tua storia, un frammento insostituibile del tuo essere. È la voce che più rispettavi, il consiglio che magari ignoravi sul momento ma che non dimenticavi mai. Un amore che non sempre riuscivi ad esternare ma lo sentivi senza alcun dubbio, puro e incondizionato. Un padre è una figura di una forza irripetibile, la sua presenza un pilastro. E il giorno in cui quel pilastro crolla, il mondo, pur non finendo, smette di avere lo stesso senso. L'orologio continua a ticchettare, ma il tempo sembra fermarsi in un'eterna sospensione. Gli abbracci e le carezze non hanno più lo stesso calore e quel colpo di tosse si confonde nel ricordo, diventando sbiadito e lontano. Si tratta della scomparsa dell'uomo che ti ha tenuto in braccio, di colui che ha plasmato la tua identità, ti ha insegnato a camminare con fermezza e, inconsapevolmente, ti ha trasmesso anche le sue paure, il suo carattere, i suoi gesti e quel suo modo unico di amare in silenzio. Quell’immagine sfocata mi riporta indietro nella memoria, quando tutti noi non sapevamo ancora quello che ci sarebbe successo nel corso della vita e quando tu avevi forza e fiato per la tua famiglia, nelle buie sere d’inverno davanti al focolare o nelle eterne giornate estive al mare o in montagna. La malinconia mi assale quando ripenso alle tue vicissitudini personali che hanno segnato per sempre il tuo temperamento. Per te la guerra non finì, il tuo babbo non tornò e la tua mamma da quel giorno si spense, piano piano, in un sorriso annebbiato dal pianto. Poi la buona sorte ti sorrise e, d’improvviso, il tuo destino cambiò, concedendoti una rivincita che hai sfruttato appieno. Ora te ne sei andato in quel luogo dove ti saranno concessi tutti gli abbracci e la tenerezza che il destino ti ha negato, con la donna della tua vita e i vecchi amici persi durante la tua lunga esistenza. La fine di ognuno arriva silenziosa e senza pietà, non concede difesa, donandoti infine il meritato riposo e la tua pace. Non ricordo quella voce del tempo in cui ero il bambino della foto sbiadita ma, tra le voci d'altri tempi, la tua mi risuona in mente alta e forte e spero che mi accompagni nella notte tranquilla che mi farà trovare la mia pace.

Dentro gli occhi

Dentro gli occhi
di Giuliano Lenni

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“Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi.” Questa frase del maestro Modigliani rappresenta il sunto perfetto della definizione occhi, i quali sono essenziali per la nostra vita, rappresentano l’intelletto umano e il progresso della civiltà. Vedere equivale a sapere, a capire, a decidere. Gli occhi sono luce, sono anima, sono vita, sono unici e, per questo, da sempre al centro della cultura umana. Il nostro sguardo è in grado di riferire il nostro stato d’animo ed è capace di percepire sentimenti ed emozioni senza la necessità della parola. Una delle prime immagini dipinte dall’uomo sono stati proprio gli occhi, idealizzati a tal punto da essere fonte di ispirazione per pittori, poeti e scrittori. Hanno dato origine a molti modi di dire di uso quotidiano e aforismi tramandati nei secoli. Durante il secolo breve, grazie alla fotografia e alla cinepresa, abbiamo ottenuto un modo di percepire gli occhi in maniera più consona rispetto agli sguardi disegnati dai pittori. Una delle sensazioni più interessanti riguardano gli sguardi che i fotografi hanno immortalato e resi famosi per l’intensità o colore, ma soprattutto per ciò che tali sguardi trasmettono a chi li osserva senza distrazioni. Gli sguardi di meraviglia dei bambini, lo stupore di un gesto gentile, il socchiudere gli occhi nel momento preciso di un bacio sulle labbra. Ma ciò che colpisce di più è lo sguardo di terrore e smarrimento dei deportati nei campi di concentramento di tutto il mondo, quelli che abbiamo impressi nella nostra memoria. Il senso di stordimento, di rassegnazione, l’incapacità per quegli occhi di capire il motivo di quello che stava succedendo loro. L’impressione più grande è provocata dagli sguardi innocenti e sorpresi dei bambini, la sensazione che se chiudi gli occhi muori, che se li chiudi rischi di dimenticare. Quegli occhi che oggi rivediamo nelle guerre sparse per il mondo, vicine a noi ma non troppo da farci preoccupare. Occhi che hanno il gravoso compito di farci riflettere e ci impongono il dovere di ricordare ciò che l’essere umano può concepire contro i suoi simili, in ogni epoca. Oggi e per sempre, quegli sguardi, ci devono insegnare a stare ad occhi aperti per vedere e non dimenticare. Se tieni gli occhi bene aperti non muori.

Sotto l'ala dell'aquila di Giuliano Lenni | Romanzo

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Design e copertina a cura di Agnese Lenni

Sotto l'ala dell'aquila

Romanzo di Giuliano Lenni

Colui al quale confidate il vostro segreto, diventa padrone della vostra libertà.
                                                                          FRANÇOIS DE LA ROCHEFOUCAULD

Amerigo non avrebbe mai dimenticato il periodo di servizio militare donato alla patria. Il ricordo lo avrebbe accompagnato per il resto della sua vita. Dal primo giorno di addestramento fino al giorno del congedo, passando attraverso periodi trascorsi tra gioie e amore, tra compagni sinceri e giorni spensierati ma anche tra cattive compagnie, crimini e straordinarie bugie. E un segreto da tener dentro fino alla morte.

Sotto l'ala dell'aquila è il nuovo romanzo di Giuliano Lenni, uscito sia in formato cartaceo che eBook.

Un libro in cui si parla di un giovane ufficiale paracadutista che, durante il periodo di leva, si ritrova in un losco giro di traffico di armi tra l'Italia e la ex Jugoslavia, durante la guerra in Bosnia Erzegovina. Una storia in cui si intrecciano amore, amicizia, guerra, crimini e loschi traffici di armi. Il romanzo ha una ritmica veloce e accattivante che porta il lettore ad una lettura immediata del racconto.


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L’amore contrastato


L’amore contrastato
di Giuliano Lenni

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Recentemente mi è capitato di conoscere una persona che mi ha raccontato una storia d’amore bella e commovente che, pur avvenuta tanti anni fa, come tutte le storie d’amore sincere che non invecchiano mai, è tutt'oggi attuale. Immaginiamoci di trovarci verso la fine degli anni quaranta, nel primo dopoguerra, dopo il passaggio del fronte della seconda guerra mondiale; in un piccolo villaggio toscano delle Crete Senesi, dove i punti di ritrovo e di associazione sono soltanto una scuola malridotta e cadente, con un anziano maestro dalle idee legate al passato, e una piccola chiesa con un parroco all’antica. Nel piccolo borgo vive una giovane ragazza di sedici anni ancora da compiere; ha già terminato gli studi, vive all’interno della sua famiglia, una famiglia per bene che tiene molto alla moralità formale e sostanziale dei figli. Ma nel villaggio, così piccolo ed anche per i tempi in cui viveva, soffriva un po’ la solitudine. Conosce ed incontra un giovanotto, Romeo, che ha tre anni più di lei. Fa l’operaio in una piccola azienda, ed anche lui sente incombente il bisogno di uscire dall’isolamento in cui si trova. I due s’incontrano, forse si vedono in parrocchia, forse al lavatoio pubblico dove Giulietta si reca per lavare i panni, e s’innamorano. Si frequentano di nascosto dai genitori di lei che non gradiscono molto quel giovanotto, così povero e bruttino! Con il passare del tempo la frequentazione dei due giovani aumenta d’intensità finché un brutto giorno il ragazzo, come faceva di solito per annunciare il suo ritorno, tira un sassolino nel vetro nella finestra della camera della sua Giulietta, ma non riceve alcuna risposta. Il giovane Romeo non sa rendersi conto del perché la sua Giulietta non ha risposto al suo richiamo; è angosciato, agitato non sa darsi una spiegazione, poi nei giorni seguenti viene a sapere la verità: Giulietta non abita più nel villaggio, la sua mamma l’ha inviata da una zia a mille chilometri di distanza dal paesino dove abitava. In un paesino anch’esso, di poche case, simile al suo. I due giovani si ritrovano ben presto tristi e soli, poiché sentono forte la mancanza l'uno dell'altra. Passano gli anni, quaranta per la precisione, la giovane di allora è divenuta una donna matura; ritorna al suo villaggio toscano dove era nata cresciuta e dove si era innamorata del suo Romeo. A poco a poco la famiglia che si era formata finisce e si ritrova sola, senza marito e senza figli a sostenerla e a darle una ragione per vivere. Fin qui sembra davvero una storia maledetta…ma c’è un colpo di scena a riscaldare il cuore di chi ascolta il racconto e di chi lo leggerà. L’antico amore, il suo Romeo, l’innamorato della sua verde età, passa per caso per il villaggio. E’ un signore sulla sessantina con una bella macchina e un bel gessato blu, cerca qualcosa o qualcuno. Chiede informazioni ad una donna di mezza età, incontrata per caso in un vicolo. In quell'istante alla donna si ferma il cuore, non sa il perché, ma sente che in quell’uomo c’è qualcosa di familiare che l’attrae. Lui, lì per lì, non se ne rende conto, ma lo strano cerchio della vita gli aveva fatto incontrare di nuovo la ragazza mai dimenticata che non aveva risposto al richiamo del suo sassolino nel vetro della finestra, l’amore che credeva di aver perduto per sempre in quella grigia sera di autunno degli anni quaranta. Ecco che si sono riconosciuti e, l’antica fiamma mai sopita, rinasce ed è ancora vivace. Ora hanno una bella casa ai margini di un boschetto, dove vivono finalmente lontani da quei brutti ricordi, rianimati da quell’amore che gli era stato meschinamente negato, quanto mai vivo e capace di risvegliare una bella storia di amore vero.

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