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Giuliano Lenni è nato e vive a Montepulciano con la moglie Carla e la figlia Agnese
Ragioniere, ex Ufficiale dell'Aeronautica Militare e Cavaliere della Repubblica
si occupa di attività imprenditoriali e culturali e di scrittura

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Bodies revealed, corpi umani in mostra



L’ingresso è in posizione favorevole rispetto a coloro che passeggiano sul corso principale. Dall’altro lato una mostra sui pesci e altre creature marine, un’esposizione di rettili e insetti, comprese meravigliose farfalle variopinte e per nulla intimidite dall’uomo che passa in mezzo al loro spazio vitale. Quell’uomo che, dall’altro lato della strada, mostra il suo corpo in maniera mai vista alla grande maggioranza dei suoi simili. Bodies revealed è la mostra più visitata di ogni tempo, sarà perché l’essere umano da sempre è attratto dagli altri animali della sua specie, sarà per mera curiosità riferita a che fine faremo dopo il trapasso. L’esposizione dei corpi umani deceduti, nelle posizioni più disparate e con i segni di malattie e infortuni, può provocare svenimenti. Soprattutto agli uomini, le donne sono più avvezze alle manifestazioni dolorose sia fisiche che mentali. All’inizio sembra un susseguirsi normale di manichini in bella vista, con descrizione relativa della struttura ossea del nostro corpo, della muscolatura sezionata per farci comprendere meglio come funziona, delle arterie e delle vene con i vasi sanguigni che raggiungono ogni punto del nostro fragile organismo, dei tendini ben più forti dei muscoli e del cervello ben più debole dei nostri vizi, principalmente il fumo e l’alcol, che deteriorano in maniera devastante i nostri organi interni e ci fanno terminare la nostra esistenza in modo violento e doloroso. Poi la visione si allarga a vari tipi di tumore, agli ictus, alle malattie ossee e così via, il tutto specificato in maniera essenziale e di grande effetto. Una sezione della mostra è dedicata alla procreazione, con feti di bambini mai nati ben visibili all’interno di uteri materni sezionati all’uopo. Li, se si è molto sensibili, la visione è sconsigliata. Alla fine della mostra c’è un cartello che invita il visitatore a donare il proprio corpo per la scienza, in maniera anonima. Ed è proprio qui che ti viene il dubbio. E’ preferibile farsi tumulare con indicato il proprio nome, luogo e data di nascita e di morte o farsi plastinare e divenire un manichino anonimo e senza anima? Io mi sono già dato la mia personale risposta, fate voi le vostre conclusioni.

75 anni del Bruscello - ROMEO E GIULIETTA

 Bruscello 2014 – ROMEO E GIULIETTA
1939 – 2014 75° del Bruscello Poliziano
Continua il ciclo romantico e di narrazione per il Bruscello Poliziano, uno degli appuntamenti più importanti e originali del teatro popolare italiano, organizzato dalla Compagnia Popolare del Bruscello di Montepulciano. Si concluderà con Romeo e Giulietta, nei giorni 14-15-16-17 agosto, la trilogia di bruscelli dedicata al “Mito dell’amore”, proposta tre anni fa dal Direttore artistico della Compagnia, nonché regista e scenografo, Franco Romani.
Nel 2012  fu la volta di “Orfeo e Euridice”, nel 2013 “Tristano e Isotta”. La particolarità principale di questa trilogia è stata quella di dare alla narrazione, e quindi alle storie, un ruolo importante, come da diversi anni ha assunto la musica.
La storia di Giulietta e Romeo non è nuova al pubblico del bruscello, alcune volte già rappresentata in una edizione con le musiche del Can. Gino Quinti ed il libretto di Renato Gargaloni, commuovendo da sempre gli spettatori per la drammaticità dell’amore dei due protagonisti. Questa del 2014 è completamente nuova, sia nelle tematiche del racconto e quindi nei testi che nella musica del Maestro Alessio Tiezzi.
Una storia che ben si addice alla strofetta che il Cantastorie da sempre ci canta nella sua “Buonanotte”, ed in particolare nella seconda quartina …Ecco termina i dramma ed il canto, che avrà fatto soffrir più di un cuore, forse è poca la gioia, troppo il pianto, ma è la vita ch’è fatta così…
Il Bruscello 2014, Romeo e Giulietta, che i bruscellanti hanno presentato il 31 maggio agli Ex Macelli di Montepulciano, si è avvalso delle musiche del maestro Alessio Tiezzi e delle piacevoli rime delle bruscellanti Irene Tofanini e Chiara Protasi autrici anche di questo libretto.
Questa tragedia ha per oggetto l’amore e la tragicità dell’amore. Dell’amore è certamente un’opera che celebra il mito in un modo tale da farle assumere la funzione di paradigma. L’amore e Romeo con Giulietta fanno tutt’uno nell’immaginazione di tutti. È di scena  l’amore puro, rarefatto e senza condizioni, e nonostante sia anche un amore carnale, sembrerebbe tuttavia sottratto all’ipoteca sessuale esaltandone la trattazione idealistica e romantica.
Gli inestinguibili odi familiari, lo sferragliare delle spade, i sussurri amorosi dei due giovani in amore, l’enfasi e il lirismo sentimentale senza paragoni del loro fraseggio amoroso, il ballo intrecciato del caso e della malasorte,  il sinistro operare dei veleni nel  freddo dell’ avello, le morti incrociate degli amanti resteranno nella memoria in fiamme dello spettatore avvinto nel binomio di sempre: l’amore che eleva le anime in cielo  e la morte che trascina i corpi sottoterra.  
L’immagine per il manifesto, un bel dipinto originale con una chiara impronta moderna, è di Maura Rossi.

 Compagnia Popolare del Bruscello
Tel 0578 758529  bruscello@gmail.it

www.bruscello.it

Il colpo finale

di Giuliano Lenni

L’attuale crisi finanziaria internazionale, che si è abbattuta anche sulla nostra bella penisola, fa da sfondo ad una delle situazioni più disastrose ed incerte degli ultimi cinquant’anni. Una tensione socio-economica così devastante che ha messo in difficoltà perfino i più ottimisti investitori e consumatori, i quali preferiscono restare in attesa aspettando che la situazione si stabilizzi e torni l’ottimismo. I dati preoccupanti, relativi agli indici costantemente negativi dell'economia della nostra cara Italia, ci arrivano continuamente all’orecchio, diffondendo ciò che da tempo ormai tutti abbiamo capito; la decadenza che stiamo attraversando non ci lascerà presto e, anche se in maniera meno evidente, indebolisce anche ai territori della nostra Toscana, considerati, ormai troppo leggermente, oasi felici. Eppure, come ci insegna la storia, anche nelle peggiori situazioni c’è chi investe coraggiosamente in innovative attività, traendo forza proprio dalla difficile situazione ed effettuando investimenti mirati, concentrandosi su nuovi orizzonti di marketing e politiche puramente commerciali. Gli investimenti sono rivolti principalmente verso quei settori trainanti per un paese, come attività legate alla distribuzione di generi alimentari e servizi primari qualificati, indispensabili per lo sviluppo di nazioni e territori. Quindi nuovi orizzonti di ospitalità e ristorazione, due capisaldi del nostro business nazionale, nuove forme di svago per accumunare grandi e piccini, un ritorno ai prodotti gastronomici legati al territorio, distanti dalla globalizzazione negativa che ci ha allontanato dalle nostre radici e una semplice e corretta informazione, accessibile anche da chi non ha avuto la fortuna di costruirsi una sufficiente cultura. Soluzioni immediate non sono facilmente prevedibili, ma abbiamo la certezza che la contrazione passerà e solo chi si farà trovare pronto avrà la soddisfazione di un ritorno economico appagante del capitale che ha investito sfruttando la naturale fantasia imprenditoriale di ognuno, meglio se accompagnata da un sostegno reale da parte delle banche, purtroppo venuto meno negli ultimi tempi, che dovranno credere di più ai progetti piuttosto che restare radicate al vecchio sistema di bilanci e previsioni. Ma c’è un però! In realtà, tutto il precedente discorso si amalgama bene con i normali mutamenti ciclici che si sono succeduti negli anni scorsi e ai quali siamo abituati. Non siamo invece abituati alla pericolosità della situazione attuale, che non riguarda solo la momentanea mancanza di liquidità per imprese e famiglie e le insopportabili speculazioni da parte di attori finanziari senza scrupoli. La verità è che l’attuale crollo generale del mercato ha colpito nel profondo dell’anima le persone e le famiglie e ora batte il suo ultimo colpo, quello al cuore, allontanando da molti quella voglia di riscatto e di rivincita che da sempre accomuna l’Italico popolo. Infatti l’orizzonte della recessione si allontana sempre maggiormente e, a parte il facile ottimismo di chi finge che tutto faccia parte nelle normali regole economiche, rimangono le forti difficoltà e la mancanza di prospettive che fiaccano quel coraggio delle idee che ci ha sempre contraddistinto nel corso di tanti secoli di storia. Alla fine ce la faremo? Probabilmente sì anche se, voltandosi indietro, dovremo contare morti e feriti di una crisi feroce e assassina.