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Anima in affanno

Anima in affanno
di Giuliano Lenni

ascolta e guarda con AI

Perché impegnarsi a comprendere ciò che un altro essere umano ha scritto? Forse perché crediamo che ne sappia più di noi? O per mera curiosità, per scoprire fin dove può spingersi la mente e l’anima di un'altra persona? Capire ciò che pensa uno scrittore è un atto complesso, intriso di molteplici motivazioni e significati. Il desiderio di leggere può essere visto come una manifestazione di incrementare le proprie conoscenze, un bisogno profondo di esplorare orizzonti che vanno oltre i confini della propria esperienza. Ma è anche una modalità per connettersi con gli altri, per intuire come essi vedano e interpretino ciò che vivono. Leggere ciò che una persona scrive non è solo un sistema di apprendimento, ma anche di scoperta e di piacere. È un modo per trascendere i propri limiti, per immergersi in connessioni inesplorate e per dialogare, anche a distanza di tempo e spazio, con l'intelletto di qualcun altro. La lettura rappresenta un'opportunità straordinaria per espandere i nostri orizzonti, permettendoci di accedere a un patrimonio di conoscenze altrimenti irraggiungibili. Quando leggiamo, ci avventuriamo in territori sconosciuti, percorriamo idee che non avremmo mai concepito da soli, otteniamo nozioni da chi ha dedicato anni a studiare, scoprire o riflettere su un determinato argomento. Questo attingere alla saggezza altrui non si limita solo all'acquisizione di nozioni, ma ci offre anche la possibilità di vedere i concetti filosofici da prospettive inusuali. Ogni autore, infatti, porta con sé il proprio bagaglio di esperienze, convinzioni e sensibilità e, attraverso la lettura, possiamo entrare in contatto con questo sapere, arricchendo così la nostra percezione del reale, oltre a consentirci di superare gli ostacoli imposti dalle epoche. Possiamo accedere ai pensieri di filosofi antichi, afferrare le scoperte scientifiche più recenti, sperimentare culture lontane, tutto questo senza muoverci dalla nostra sedia. Essa rappresenta, in questo senso, un vero e proprio ponte che collega mondi diversi, una finestra aperta su una varietà infinita di attività umane e con essa non solo ampliamo il nostro sapere, ma costruiamo anche una rete di connessioni intellettuali e emotive che ci aiutano a capire meglio noi stessi e il creato che ci circonda. Sì, la lettura ha un potere straordinario di trasportarci in luoghi immaginari e di farci vivere avventure che altrimenti non potremmo mai sperimentare. Quando ci immergiamo nelle storie ci allontaniamo per un po' dalle preoccupazioni quotidiane, permettendoci di visitare altre dimensioni dell'esistenza. Questa evasione dal quotidiano non è solo una fuga, ma anche un sistema per ricaricare la mente e l'anima, per ritrovare ispirazione e per affrontare la vita attraverso una prospettiva rinnovata. Le storie hanno un fascino particolare perché parlano alle nostre emozioni. Un buon racconto può farci ridere, piangere, provare paura o gioia, coinvolgendoci in un viaggio emotivo intenso e appagante. Attraverso i personaggi, ci immedesimiamo in vite diverse dalla nostra, comprendiamo meglio le complessità dell'animo umano e scopriamo nuove sfumature di sentimenti. Le parole, quando ben scelte e armoniosamente disposte, possono creare immagini vivide, suoni melodiosi, e sensazioni tattili che arricchiscono l'esperienza del lettore. Il linguaggio diventa così uno strumento artistico che, nelle mani di un abile scrittore, riesce a costruire universi paralleli fatti di carta e immaginazione. E poi c'è il gusto della scoperta, del non sapere cosa accadrà nella pagina successiva, della suspense che tiene incollati alla storia fino alla fine. Questo divertimento è parte integrante dello scorrere le righe scritte, trasformandolo in un'avventura avvincente che ci coinvolge e ci tiene compagnia, facendoci sentire parte di qualcosa di più grande. In sintesi, leggere non è solo una maniera per evadere dalla realtà, ma anche per vivere intensamente situazioni emotive e per godere del piacere della narrazione, una felicità che arricchisce la nostra esistenza e alimenta la nostra immaginazione. In definitiva, leggiamo ciò che scrivono gli altri per molteplici ragioni, che possono spaziare dalla ricerca di conoscenza e comprensione alla semplice curiosità e all'intrattenimento. Ogni esperienza è un'opportunità per espandere la nostra visione del mondo, per connetterci con gli altri esseri umani in modi significativi e sorprendenti, lasciando in disparte per un po' la nostra anima in affanno.

Dentro gli occhi

Dentro gli occhi
di Giuliano Lenni

ascolta e guarda con AI


“Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi.” Questa frase del maestro Modigliani rappresenta il sunto perfetto della definizione occhi, i quali sono essenziali per la nostra vita, rappresentano l’intelletto umano e il progresso della civiltà. Vedere equivale a sapere, a capire, a decidere. Gli occhi sono luce, sono anima, sono vita, sono unici e, per questo, da sempre al centro della cultura umana. Il nostro sguardo è in grado di riferire il nostro stato d’animo ed è capace di percepire sentimenti ed emozioni senza la necessità della parola. Una delle prime immagini dipinte dall’uomo sono stati proprio gli occhi, idealizzati a tal punto da essere fonte di ispirazione per pittori, poeti e scrittori. Hanno dato origine a molti modi di dire di uso quotidiano e aforismi tramandati nei secoli. Durante il secolo breve, grazie alla fotografia e alla cinepresa, abbiamo ottenuto un modo di percepire gli occhi in maniera più consona rispetto agli sguardi disegnati dai pittori. Una delle sensazioni più interessanti riguardano gli sguardi che i fotografi hanno immortalato e resi famosi per l’intensità o colore, ma soprattutto per ciò che tali sguardi trasmettono a chi li osserva senza distrazioni. Gli sguardi di meraviglia dei bambini, lo stupore di un gesto gentile, il socchiudere gli occhi nel momento preciso di un bacio sulle labbra. Ma ciò che colpisce di più è lo sguardo di terrore e smarrimento dei deportati nei campi di concentramento di tutto il mondo, quelli che abbiamo impressi nella nostra memoria. Il senso di stordimento, di rassegnazione, l’incapacità per quegli occhi di capire il motivo di quello che stava succedendo loro. L’impressione più grande è provocata dagli sguardi innocenti e sorpresi dei bambini, la sensazione che se chiudi gli occhi muori, che se li chiudi rischi di dimenticare. Quegli occhi che oggi rivediamo nelle guerre sparse per il mondo, vicine a noi ma non troppo da farci preoccupare. Occhi che hanno il gravoso compito di farci riflettere e ci impongono il dovere di ricordare ciò che l’essere umano può concepire contro i suoi simili, in ogni epoca. Oggi e per sempre, quegli sguardi, ci devono insegnare a stare ad occhi aperti per vedere e non dimenticare. Se tieni gli occhi bene aperti non muori.

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