©Poliziano Anstalt LI-ID IANA146 | contenuti liberi, citare fonte e link CC BY 4.0 | Creative Commons 4.0 Internazionale Liechtenstein

L’ennesima primavera

Cappella della Madonna di Vitaleta

L'ennesima primavera

di Giuliano Lenni

Una passeggiata in un luogo tranquillo, così suggestivo da essere spesso scelto come set per film televisivi. È una tiepida serata primaverile, lungo il viale dei tigli; i bambini giocano nel giardino comunale e la fontana eroga incessantemente acqua, accogliendo pesci rossi che sembrano avere poco spazio per nuotare. Un antico convento di suore pare essersi fermato nel tempo, mentre il centro storico, pur inanimato, rende la passeggiata quieta, lontana da ogni frenesia.

Mentre mi godevo questa atmosfera, mi sono imbattuto in un personaggio che credevo non esistesse quasi più: un sacerdote molto anziano, ancora capace di fermarsi a giocare con i bambini, pronto alla battuta gentile e pronto a dispensare agli adulti una saggezza fatta di cultura e di aneddoti di una vita passata tra la gente. I passanti lo salutavano con affetto, segno di una fede e di una vocazione verso il prossimo vissute con sincerità.

L'anziano parroco si è seduto al nostro tavolo, al bar del paese, raccontandoci di quando, giovane e dinamico, percorreva i centri storici e le chiese vicine per compiere il suo ministero o per visitare amici e parenti. Conosceva molto bene Montepulciano e le sue principali chiese, in particolare Sant’Agnese, dove si era recato molte volte per onorare la Santa. Con semplicità e rapidità, ci ha descritto molte opere che decorano la sua chiesa: capolavori di grande importanza storico-artistica che, a suo parere, non sono valorizzati come meriterebbero, restando quasi nascosti al pubblico per chissà quale recondito motivo.

D’un tratto, ricordandosi dell'età avanzata, con uno slancio di amarezza mista a un’ironia di circostanza, ci ha confidato di sentirsi molto vecchio e di considerare un dono prezioso poter vivere ancora un’altra primavera, respirando questa aria fresca e rigenerante. La sera tardava a finire, tra un discorso e l’altro, ma alla fine abbiamo dovuto congedarci da lui, poiché la bambina aveva bisogno di riposo.

Lungo la strada del ritorno, ripensando a quanto ci aveva raccontato, ho augurato in cuor mio al buon parroco di vedere ancora molte primavere, prima di congedarsi da un mondo che ha un gran bisogno di persone come lui: uomini capaci di insegnare la buona educazione e di infondere quella serenità necessaria per affrontare il bene e il male, con spirito disinteressato e profondo amore per la vita.

©Poliziano Anstalt LI-ID IANA146 | contenuti liberi, citare fonte e link CC BY 4.0
Creative Commons 4.0 Internazionale Liechtenstein