Google+ Giuliano Lenni Weblog: Vino, Ue dimentica il Nobile di Montepulciano. E salva il Noble spagnolo!

Giuliano Lenni è nato e vive a Montepulciano con la moglie Carla e la figlia Agnese
Ragioniere, ex Ufficiale dell'Aeronautica Militare e Cavaliere della Repubblica
si occupa di attività imprenditoriali e culturali e di scrittura

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Vino, Ue dimentica il Nobile di Montepulciano. E salva il Noble spagnolo!


Vino, Ue dimentica Nobile di Montepulciano. E salva Noble spagnolo

Edoardo Spera - Il Velino
La nuova Ocm vino deputata a fare ordine in Europa, si è dimenticata del vino Nobile di Montepulciano. Il regolamento di modifica 401/10 dell’Unione europea che “ridimensiona” di fatto le menzioni da tutelare allo scopo di semplificare il mondo delle denominazioni ed evitare duplicazioni, non riporta quella del “Nobile” nonostante fosse già contemplata nel precedente regolamento, il 753/2002 e nel punto 33 del 607/2009. Di fatto, se le cose non dovessero cambiare, il Nobile di Montepulciano diventerebbe nel 2014 a tutti gli effetti un “nobile anonimo” per quanto riguarda nome ed etichetta. Motivo per cui il Consorzio di Siena ha presentato nei giorni scorsi un ricorso al Tribunale di primo grado dell’Unione europea. Il problema è che l’Ue – allo scopo di mantenere in vita le denominazioni legate al territorio come da accordi con gli stati membri interessati – ha deciso di salvare il vitigno Montepulciano, il che vuol dire quello di Abruzzo. Vitigno che oltretutto viene coltivato già in tutto il mondo comportando problematiche per quanto riguarda i meccanismi legati alla contraffazione del made in Italy. Senza contare il paradosso: nel regolamento Ue viene salvata la menzione di un vino spagnolo dal nome “Noble” che diventa addirittura Dop come “vino maturato per un periodo complessivo minimo di diciotto mesi in botti di rovere della capacità massima di 600 litri o in bottiglia”. Ma non solo: il rischio, tra le altre cose, è che si inneschi una guerra fratricida tra il Montepulciano toscano e quello abruzzese - che oggi convivono in armonia - per contendersi la denominazione. Denominazione per la quale negli ultimi dieci anni il Consorzio toscano ha speso circa tre milioni di euro solo per procedure di registrazione. Il Vino Nobile di Montepulciano rappresenta un fondamentale indotto per il territorio con oltre mille impiegati fissi nel settore vino a Montepulciano a cui si aggiungo gli stagionali (il paese conta circa 15mila abitanti). Da un'indagine recente emerge che il 70 per cento dell'economia di Montepulciano è mossa proprio dal vino. Sono circa 90 gli imbottigliatori di cui 70 quelli associati al Consorzio del Vino Nobile (in rappresentanza di oltre il 90 per cento della produzione di Nobile). La produzione media annua è di circa 8 milioni di bottiglie di Nobile e 3 milioni di Rosso di Montepulciano. Il valore patrimoniale dei vigneti a Montepulciano è stimato sui 200 milioni di euro, il valore della produzione è sui 60milioni di euro all'anno. “La denominazione è il nostro patrimonio più ricco, non possiamo permettere che la burocrazia crei una norma confusa che, per regolare situazioni a noi estranee, rischi di far sparire parte della nostra identità”, spiega al VELINO il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano Federico Carletti. “Il nostro è un prodotto vero, autentico, soprattutto specifico di una zona di produzione unica al mondo. Noi difendiamo la trasparenza della nostra azione contro norme che finirebbero per regolare pure e semplici concetti astratti, validi per ogni angolo del mondo”. Dal Consorzio dei produttori di Montepulciano ci si aspetta - fanno sapere al VELINO - che le Istituzioni, a partire proprio dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali di Galan e dalla regione Toscana con l’assessore all’Agricoltura Gianni Salvadori scendano in campo per difendere l'identità di un prodotto che rappresenta una delle eccellenze dell'agroalimentare nel mondo.