Google+ Giuliano Lenni Weblog: A Montepulciano il 71° Bruscello è Francesco d'Assisi

Giuliano Lenni è nato e vive a Montepulciano con la moglie Carla e la figlia Agnese
Ragioniere, ex Ufficiale dell'Aeronautica Militare e Cavaliere della Repubblica
si occupa di attività imprenditoriali e culturali e di scrittura

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A Montepulciano il 71° Bruscello è Francesco d'Assisi

Sono state presentate in anteprima, domenica 16 maggio alle ore 18 al Teatro Poliziano di Montepulciano, alcune delle arie, i temi, i contenuti del Bruscello 2010  “Francesco d'Assisi”, il 71° Bruscello poliziano che vedremo rappresentato nei giorni di ferragosto dai Bruscellanti sul Sacrato del Duomo di Montepulciano.

Francesco d’Assisi completa la fortunata “Trilogia” sulla Divina Commedia che ha avuto dal pubblico e dalla critica enorme successo.
Agevoliamo il ricordo indicando “Ugolino della Gherardesca” del 2008, personaggio che Dante colloca all’Inferno; “Pia de’Tolomei”dello scorso anno che troviamo in Purgatorio e San Francesco che Tommaso d’Aquino racconta al Poeta, in Paradiso.

I libretti dei tre Bruscelli scritti dalla giovanissima Irene Tofanini sono stati musicati dal Maestro Luciano Garosi, che ricorderemo nella storia del Bruscello per la sua singolare impronta musicale che ha dato effettuando una delle grandi crescite che il Bruscello Poliziano ha avuto cominciando dal 1939 (anno della sua ripresa) ad oggi. La regia e le scene di Franco Romani daranno anche a questa opera un importante contributo per meglio essere gradito dal pubblico.

San Francesco sarà interpretato dal personaggio che interpreta da alcuni decenni il ruolo di protagonista assoluto, Stefano Bernardini. Intorno a lui tutti gli altri interpreti: Chiara, la stessa autrice del libretto Irene Tofanini; Chiara Protasi, la prima donna degli ultimi bruscelli, presterà la sua voce ad un personaggio interessante che si contrasta con la fantastica complicata umiltà sia di Santa Chiara che di Francesco.

“La vita del mistico viene raccontata a partire dalla sua scapestrata giovinezza nella città natale, dove il ragazzo si divide fra osterie e bravate in compagnia degli amici, oppresso da un padre attento solo al guadagno e incurante dei desideri del figlio. Sarà solo sul campo di battaglia e, soprattutto, a seguito della prigionia a Perugia, che Francesco inizierà ad intravedere la sua nuova strada. Se il primo atto, dunque, è improntato alla descrizione di scene goliardiche e battagliere, con il secondo si apre la fase di conversione religiosa di Francesco. L’aneddotica è classica: la denudazione di fronte alla città di Assisi e la ribellione al volere del padre, le difficoltà nel far accettare il nuovo ordine alla stessa chiesa e l’incontro con il pontefice nella Santa Sede. L’ultimo atto, al contrario, ha un profilo più introspettivo e mostra il rapporto di Francesco con il divino: dall’assoluta comunione con il creato alle tormentose ore che precedono le stigmate. Lo spettacolo segue, in definitiva, l’evoluzione e la crescita di Francesco nel suo difficile percorso alla ricerca di Dio e il finale, carico di suggestioni musicali, è il punto d’arrivo di questa crescita verso l’assoluto.”